In silenzio

Il silenzio, la tranquillità, la pace, la pienezza che desideriamo sono già qui , ma se cerchiamo “qualcosa”, non possiamo toccarli. Se siamo troppo occupati da quel che ci racconta la mente, non possiamo sentirli. Anche se lottiamo contro ciò che c’è, non possiamo sentire la pace e il silenzio. La vera sfida per l’ego è osservare solamente ciò che c’è, senza creare divisioni o reazioni. Il mentale, l’ego, ha sempre un progetto, sempre qualcosa da raggiungere, sempre un successo da ottenere. C’è sempre l’idea che ci manchi qualcosa per essere nella gioia, nella tranquillità, nella pace. In realtà non manca mai nulla. Solo che non riusciamo a donarci con vera autenticità e coinvolgimento a ciò che c’è. Vogliamo sempre altro rispetto a ciò che c’è. Questo è il problema più grande dell’essere umano: volere altro rispetto al reale. Certo, quando ci sediamo così, può essere che per prima cosa si incontrino la nostra resistenza, la nostra agitazione, la nostra tensione. Allora è importante non entrare nella credenza che tutto questo impedisca qualcosa, che sia un problema da risolvere. Invece è la realtà e dobbiamo solo entrare in un contatto più profondo con questa realtà, con semplicità. Smettere di separare, di dire: “Ci sono io e c’è “qualcosa” da un’altra parte”. E’ importante essere un tutt’uno con questo “qualcosa”. E’ necessario che la credenza che ci sia un problema lasci il posto al desiderio di entrare più profondamente in intimità con quel che c’è.

Allora ci mettiamo in ascolto della sensazione, del corpo intero, senza il bisogno di raggiungere nulla. In questo momento, come si presenta la sensazione del corpo? Non è un ricordo, non è qualcosa che sapete. Ascoltate la sensazione in diretta. E’ la sensazione che parla, non la mente. Si tratta di rendersi disponibili, aprire tutte le antenne per ricevere le informazioni della sensazione. La sensazione globale del corpo, come si presenta? C’è una sensazione di calore, di freddo, di densità, di leggerezza? Scopritelo.

Quando ci sediamo è importante non aspettarci niente di particolare, non cercare nulla di speciale, ma imparare a donarci, totalmente, a ciò che c’è. Senza alcuna resistenza, perché il silenzio e la tranquillità sono già qui.

Allora, invece di cercare di riempire lo spazio che si offre, doniamoci al silenzio, all’assenza di certezze. Non perdiamoci l’opportunità incredibile di poter essere, in tutta semplicità e in tutta umiltà, e gustiamo il nettare della presenza quando non c’è più alcuna attesa, unicamente il dono di sé. Non perdiamo l’opportunità unica di gustare la sostanza dell’istante quando nessuna attività superflua la snatura. Doniamoci al silenzio.

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