Il respiro come Via

La maggior parte di noi inizia un percorso meditativo in cerca di pace. Ma ben presto ci accorgiamo che quello con cui entriamo in contatto e il caos della nostra mente e la ristrettezza del nostro cuore. La pace non è la quiete è piuttosto l’accoglienza dell’irrequietezza.

All’inizio è necessario costruire un nido dentro di noi traslocare dalla mente discorsiva che costantemente ci descrive i fenomeni e ci racconta tutto quello che siamo stati che siamo e che saremo a un nido di silenzio che sta in pieno corpo nello spazio del cuore. Questo trasloco dà una forte sensazione di serenità, di quiete, di essere approdati in un luogo senza reazioni. Ma è un guaio pensare che quella serenità quella quiete siano permanenti ed equivalgano alla pace. All’inizio del percorso veniamo invitati a lasciar scorrere i pensieri come nuvole in un cielo ampio a non inseguire i pensieri e a far ritorno alla consapevolezza del respiro. Impariamo a conoscere un amico che nasce con noi e con noi muore, il compagno discreto di tutta una vita che non consideriamo quasi mai, il respiro e imparare a entrare in relazione con lui fino a una vera intimità che ci permette di conoscere il nostro mondo interno e quello esterno in modo assolutamente diverso dalla conoscenza mentale e anche da quello emotiva. Entrare in contatto con il respiro significa diventare saldamente delicati non catturare il respiro non farglie la posta ma avanzare con rispetto e avvicinarvi con cura come faremo con un essere selvatico in un bosco. Deve abituarsi a noi e noi abituarci ad avvicinarlo non per modificarlo ma per conoscerlo. Si tratta di sentire il respiro che mi attraversa in questo momento in pieno corpo e sapere di essere vivo, di esistere. Si tratta di rinascere imparare tutto da capo partire dal fatto che qui c’è il corpo. Quindi percepirlo sentirlo abitarlo senza pensare di esserlo senza identificazioni e insieme senza divisioni. Non sono al corpo come qualcosa diverso da me e si entra nell’intimità di una nuova consapevolezza in una nuova forma di amore per noi stessi.

La quiete che man mano si costruisce tornando con assidua è delicata cura al respiro non è però che il nido da cui partire e a cui tornare non è la meta e tantomeno la Via, ma è solo il primo passo per attivare il processo di conoscenza e consapevolezza di sé.

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