Uddiyana bandha: contenere per espandere

La parola sanscrita uddiyana significa sollevare o volare alto, che, accompagnata dal termine bandha, ci da l’idea di una chiusura che obbliga la risalita del diaframma verso il petto. Da un punto di vista energetico, uddiyana bandha permette all’energia di risalire lungo sushumna nadi (il condotto centrale energetico, che corrisponde al midollo spinale e di cui parleremo in un altro articolo), risvegliando tutti i chakra.

Benefici.

Tutto l’addome viene strizzato come una spugna, gli organi interni vengono stimolati nelle loro funzioni e rivitalizzati e questo aiuta a prevenire o a ridurre un gran numero di disturbi tra cui costipazione, indigestione, coliti, purché non siano in forma grave.”Si osserva un incremento dell’attività delle surrenali con un riequilibrio del tono generale dell’individuo”.Il plesso solare, considerato nello Yoga ‘il cervello addominale’ poiché ad esso, in primis, corrisponderebbero tutte le nostre emozioni, subisce un’importante fase di riequilibrio, sia nella distribuzione dell’energia attraverso i vari canali – nadi – sia in uno stato complessivo di sinergia tra le varie funzioni psicofisiche dell’organismo.

Questo è un bandha molto interessante perché coinvolge tutto l’addome attraverso un movimento di suzione che massaggia tutti gli organi presenti in questa zona. La parola uddiyana significa portare verso l’alto o elevare, e proprio questo deve essere fatto per mettere in pratica tutti i suoi benefici. Ovviamente non possiamo pensare di riuscire ad eseguirlo correttamente la prima volta perché si tratta di una pratica avanzata che richiede del tempo per essere metabolizzata. Può essere eseguito nella posizione seduta oppure in piedi, ci sono anche dei movimenti che lo introducono nella posizione supina… Io penso che chiunque si avvicini a questa pratica, principiante o no, deve essere in contatto con il proprio addome. Oltre a beneficiarne la parte direttamente utilizzata dobbiamo dire che attraverso questa pratica si ottiene una mobilizzazione del diaframma, un allungamento delle fasi respiratorie con un conseguente potenziamento dei polmoni…. Il concetto di unione previsto dallo yoga è sempre presente! Quando suddetto, ed oltre, possiamo trovarlo nella Gheranda Samhita (III, 8-9) e nell’Hatha Yoga Pradipika (III, 55-60).

Uddiyana Bandha nella posizione in piedi.Piedi larghi quanto le spalle, inspirare profondamente e flettersi in avanti espirando dalla bocca. Riportare subito il busto in alto lasciandolo leggermente inclinato, ginocchia flesse e mani sulle cosce … braccia distese. Simulare un finto inspiro ampliando la gabbia toracica e portando verso l’alto l’addome, il mento è  posto verso lo sterno. Mantenere la posizione senza forzare l’apnea a vuoto, rilassare il torace prima di inspirare ritornando contemporaneamente nella posizione eretta.

Satyananda consiglia di far attenzione alla posizione delle dita, le quali devono essere rivolte verso il basso o in dentro. Le ginocchia flesse sostengono il peso del busto e le braccia distese permettono all’addome di contrarsi automaticamente.

Van Lysebeth dice che Uddiyana Bandha e Mula Bandha si completano perché gli organi interessati sono in correlazione tra di loro. Inoltre, lui prevede solo la modalità di esecuzione in piedi così come indicato fin ora.Uddiyana Bandhanella posizione seduta.Posizione comoda con colonna vertebrale eretta. Poggiare il palmo delle mani sulle ginocchia, inspirare profondamente ed espirare. A polmoni vuoti inclinarsi in avanti spingendo con le mani sulle ginocchia… Verso il basso. Raddrizzare le braccia e sollevare le spalle, applicare jalandhara Bandha. I muscoli addominali sono contratti verso l’interno e spingono verso l’alto… Rimanere nella posizione quanto lo permette il nostro corpo. Per inspirare ricordarsi di lasciare la posizione compresa la chiusura alla gola.Desikachar dice che: “uddiyana Bandha è portato a perfezione quando tutto l’addome è incavato”. Io ho trovato giovamento nel capire questo movimento di contrazione e suzione verso l’alto effettuando l’allineamento della colonna vertebrale nella posizione prona. Consiglio anche a voi di provare!

Dopo aver assunto la giusta posizione per la pratica di uddiyana bandha, si effettua un’espirazione profonda, contraendo anche i muscoli addominali. Dopo aver trattenuto il respiro, si effettua una forte pseudo-inspirazione: in effetti non viene consentito all’aria di fluire nei polmoni. A questo scopo, all’inizio della pratica, è consentita anche la chiusura delle narici. Nel contempo si rilassano anche i muscoli addominali.In questo modo, nella pseudo-inspirazione l’aria atmosferica non penetra nei polmoni, ma il torace si espande come in un’inspirazione normale.Il diaframma, di conseguenza, si solleva e tutto l’addome è come risucchiato contro la spina dorsale, assumendo così un aspetto concavo. La posizione flessa del corpo rende più accentuata questa cavità (occorre ricordare che nell’inspirazione normale il diaframma si abbassa quando il torace si espande: durante uddiyana bandha, invece, il diaframma si innalza).La condizione descritta deve essere mantenuta finché sopravviene un forte stimolo ad inspirare. Si abbandona allora lo stato di contrazione, consentendo al petto di rilassarsi e ai muscoli addominali di ritornare gradualmente alla loro posizione normale: si effettua quindi una normale inspirazione. Questa sequenza costituisce un ciclo di uddiyana bandha.

Contenere per poi espandere. Buona pratica!

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