Raja yoga di Gerard Blitz

Gli yoga Sutra di patanjali, ispirano la nostra pratica e mostrano la via da seguire, indicano l’essenziale. È importante sapere perché pratichiamo, capire le motivazioni e le ragioni della pratica. Perché assumiamo le posture? Perché lavoriamo sulla respirazione? Non si pratica lo Yoga per sé stesso. Lo Yoga è un mezzo, non lo scopo. Qual è allora il suo obiettivo? La prima cosa che i testi insegnano è che lo Yoga riguarda uno stato, non la forma delle cose. Capire questo essenziale. Lo Yoga non è riconducibile a una tecnica o a un metodo. Come possiamo sperimentare uno stato? Di certo non lo possiamo pensare. Uno stato non si pensa. Lo si vive. E come è possibile trasmetterlo?

L’insegnamento dello Yoga, a differenza di altri tipi di insegnamento, non si impara attraverso un accumulo teorico di sapere, di nozioni, ma attraverso la comprensione diretta. Ogni individuo vive un’esperienza differente. Si tratta di trasmettere, di creare le condizioni perché si possa sperimentare uno stato di coscienza e, allo stesso tempo, di creare le condizioni perché ciascuno possa fare questa esperienza a partire da sé. Non esistono metodi, sistemi validi per tutti. Ecco quello che i Sutra ci insegnano. E aggiungono che tale stato di unità, lo Yoga, si presenta spontaneamente quando si creano le condizioni adatte al suo manifestarsi. È fondamentale comprendere questo aspetto: lo Yoga non è una cosa che si può acquisire, che si può trasmettere, si possono soltanto creare le condizioni per riceverlo.

Il mezzo è l’Hatha yoga che ha la funzione di eliminare gli ostacoli affinché lo stato di yoga, lo stato di equilibrio, possa prodursi spontaneamente. E patanjali precisa che la condizione essenziale affinché ciò avvenga è la stabilità mentale. Il ruolo della pratica e dunque quello di calmare la mente, di operare alla sua integrazione.

Y.S.I.2 yoga chitta vrtti nirodha = quando la mente stabile lo stato di yoga si produce.

Così recita uno dei più citati Sutra di patanjali. Abbiamo un corpo e, in grandissima parte, e se funziona in modo autonomo dalla nostra volontà. Nel nostro organismo esiste un meraviglioso sistema vegetativo che coordina e regola tutte le nostre funzioni. Il ritmo del corpo è estremamente lento e vale la pena ribadirlo indipendente dalla nostra volontà. In questo processo noi non rivestiamo alcun ruolo: il funzionamento mentale è prevalentemente superficiale, stimolato dai sensi della memoria. Quello che vediamo, quello che sentiamo, la percezione, attivalamemoria e sotto l’influenza di quest’ultima si proietta nell’azione e nel pensiero. Questa modalità del pensiero è basata su automatismi che hanno la loro origine nel passato e che sono di una rapidità estrema punto c’è dunque discordanza di ritmo tra il funzionamento mentale quello corporeo. Questa disarmonia è alla base di ciò che oggi definiamo problemi psicosomatici. Numerose patologie molti problemi della sfera della relazione che tutti conosciamo originano da questo squilibrio. I testi dicono perché si producono stato di equilibrio bisogna integrare la mente libera libera dal suo movimento di dispersione punto la coscienza mentale superficiale virgole firmerà, si ricostituisce all’istante su ogni nuovo oggetto di interesse. Questa dispersione, questa confusione mentale, deve essere arrestata. È utile comprendere che è stabilita non vuol dire inibizione punto stabilizzare la mente, Nel senso in cui lo intendono i testi, vuol dire liberare la mente dalla sua dipendenza dagli accadimenti, dalle cose. Come si può interrompere questo movimento di dispersione? Noi andiamo a partire dalle informazioni che ci vengono fornite dai sensi. La memoria è risvegliata perché vediamo, perché sentiamo punto dalle percezioni trae origine l’ordinamento del pensiero che ha la sua fonte nel passato e inibisce la nostra capacità di vivere il presente. La nostra relazione col passato è una relazione che si basa sulla memoria. Quella con il futuro si stabilisce tramite una proiezione, malavita, lato del vivere, non può che svolgersi nel presente. Il fatto di rendere la mente stabile, di integrarla, di unificare corpo e mente, è un evento che cambia il nostro modo di vivere. La nostra salute è la nostra capacità di comprensione migliorano. Aumenta la nostra apertura nei confronti del mondo, la nostra disponibilità verso gli altri punto nasce in noi una coscienza più profonda, una relazione totale con le cose.

Yoga è uno stato, non una tecnica, non una forma. Per sperimentare questo stato bisogna che la mente si è integrata con l’insieme delle funzioni mentali, con il ritmo del corpo. Affinché la mente non sia più un ostacolo, finché non si disperda più, affinché non continui più il proprio movimento ripetitivo e meccanico, senza creatività ne libertà, la si deve integrare mettendolo in relazione con il corpo. Questo è appunto la pratica non consiste nel procedere da postura e facili verso posture difficili, ma nell’approfondire indefinitamente la coscienza del corpo. Per praticare ci si deve riferire ad alcuni grandi principi che servono a sviluppare la coscienza del corpo e calmare la mente. Uno di questi chiede di essere coscienti, durante le posture, della posizione del corpo nello spazio. Dobbiamo percepire che il centro di gravità di queste posture diverso per ognuna di esse punto se si rispetta il centro di gravità, l’assunzione della postura e facilitata considerevolmente. È bene avere coscienza del peso corporeo e deluso il propria t’ho dei muscoli. Questi non fanno che contrastare il peso punto per stare bene naso ma, per essere comodi, bisogna che le catene muscolari si stabilizzano intorno all’asse posturale, con pensando si, quindi, senza sforzo. In Asana cerchiamo l’equilibrio psichico, per questo ci si rivolge al corpo. L’unità tra i ritmi della mente quelli naturali più lenti del corpo determina uno stato di equilibrio. Da principio stabiliamo una relazione tra mente corpo. Le linee direttrici di asana vanno in questa direzione. Non è solo il corpo fa scaturire la calma della mente e soprattutto la coscienza del corpo, la relazione tra la mente e il corpo. Il naso non si segue il corpo, non la mente punto deciso un obiettivo, si pratica vivendo l’esperienza del momento. Si pratica in funzione delle informazioni che si ricevono dal corpo.

L’equilibrio si situa tra due contrari. Non si può trovare l’equilibrio seguendo sempre la stessa direzione punto bisogna dunque passare attraverso il corpo. Inazone esistono anche altri principi che vanno nello stesso senso rispetto agli spazi punto casa me la sospensione di ogni movimento in una particolare posizione. Un altro principio importante nasona e quello dell’immobilità. Non come la intendiamo in rapporto al movimento, ma in mobilità completa. In Asana si va dal movimento verso l’immobilità, dalla periferia al centro. Questa immobilità richiede una buona preparazione. Immobilità è sospensione di ogni movimento mentale respiratorio muscolare. Quando l’immobilità è assoluta allora siamo in Asana. Quando Asana ha prodotto i suoi effetti quando si esce da questa agevole immobilità, da questo senso di benessere allora si avverte il desiderio di una relazione esclusiva con qualcosa di sottile: il flusso dell’aria. Entriamo in relazione esclusiva con il nostro centro. La respirazione naturale riflette il ritmo del corpo. Questa esperienza del flusso d’aria accentua gli effetti di Asana . Si passa da Asana a Pranayama. La respirazione si fa più essenziale e il respiro conduce al silenzio, alla meditazione. Questo flusso è naturale: Asana – Pranayama – Dhyana. In conclusione, non bisogna mai dimenticare che lo Yoga corrisponde a uno stato. Questo si produce spontaneamente quando si pone fine alla dipendenza della mente dagli avvenimenti esterni. Lo Yoga ci doni mezzi per sperimentare questo stato quando si è mentalmente liberi, e in noi si manifesta una singolare dimensione di vita e di coscienza, una visione delle cose che non implica nessun sforzo. Dopo la pratica si osserva negli incontri e negli scambi che seguono un particolare stato interiore una migliore capacità d’ascolto. Quando si è sperimentato tutto questo gli effetti dello Yoga iniziano influire sulla vita quotidiana.

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