YOGA la regola del gioco

È necessario prima di tutto precisare che la parola ” yoga” riguardo uno stato. Uno stato di unità, uno stato senza separazione né divisione. Non tratta di una tecnica, non si tratta di una forma da copiare. Lo yoga è unicamente un’esperienza, per conoscerla non si può che viverla. E la caratteristica di questa esperienza è di essere sempre personale.

Per quale ragione pratichiamo yoga? Praticheremo per trasformare uno stato di dispersione in uno stato di equilibrio e concentrazione interiore. Lo stato di dispersione nel qual viviamo è all’origine dei nostri problemi, delle nostre difficoltà di vivere. Lo stato di equilibrio e di concentrazione interiore opererà in noi un cambiamento profondo, un capovolgimento totale difficilmente esprimibile con delle parole e delle spiegazioni. 

Quando la mente è in pace lo stato di yoga si produce.

La mente non è a riposo, ma è mossa da automatismi. A causa di questi automatismi tende ad accelerare e a disperdere. Il suo ritmo si è separato dal ritmo lento e naturale del nostro organismo. Questa è la causa dei nostri disequilibri. La nostra mente per sua natura reagisce agli stimoli ed è soggetta all’egemonia dei sensi. La mente non si può fermare. Possiamo solo creare spazio tra noi e la nostra reazione. Osservare. La nostra mente reagisce alle provocazioni esterne che risvegliano il ricordo di situazioni precedenti, risvegliano emozioni correlate, la reazione che nasce dalla memoria genera delle immagini mentali e delle associazioni di idee all’interno del circuito del pensieroalimentando questo fluire. Questi pensieri hanno origine dalle memorie del passato. Questo inactenamento deve essere interrotto affinché si possa ritrovare la libertà di azione.

YOGA citta vrtti nirodha = lo yoga è la sospensione del movimento del complesso mentale.

Quando questa libertà è ritrovata il nostro mentale funziona senza condizionamenti, libero da reazioni e da provocazioni. Stabile e in pace. È allora che tutto cambia in noi e l’ego non ci separa più dal mondo che ci circonda.

Noi possiamo agire per produrre questo cambiamento ma non possiamo ottenerlo direttamente. Non possiamo che creare le condizioni affinché il cambiamento si produca spontaneamente. Lo stato di yoga non si impara, non si fa, ma accade attraverso la pratica.

IL FILO DELLO YOGA

Lo yoga è un mezzo. Il filo conduttore si trova nel flusso Asana Pranayama Dhyana.

Asana è l’inizio del processo. Asana libera il prana, libera la respirazione, prepara Pranayama. Pranayama consolida Asana. La coscienza esclusiva sul flusso dell’aria arresta la dispersione di prana e stabilizza i movimenti mentali. Quando il mentale è stabile, noi conosciamo DHYANA, stato che emerge dalla pratica di Asana e Pranayama.

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