Il filo dello Yoga

Mi chiamo Maurizio. Amo lo yoga, pratico da quasi 20 anni e lo insegno. Lo studio e continuo ad essere affascinato da quanto sia capace di arricchire le vite delle persone che lo praticano. Lo yoga spesso mi ha sostenuto e mi ha aiutato mantenere un equilibrio nei momenti difficili. Un bisogno interiore, l’urgenza di trovare pace, di trovare il centro in cui si é semplicemente sé stessi, liberi da ogni stimolo per contenere la dispersione del complesso mentale. Raccogliersi nel luogo Sacro del qui, ora.

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LO YOGA CHE PRATICO E CHE INSEGNO: LO RAJA YOGA 

Essendoci un po’ di confusione riguardo allo yoga ed il suo fine consiglio di  fare una pratica per vedere se può essere uno stile che corrisponde a quello di cui una persona ha bisogno in questo momento.

Lo Raja yoga è lo yoga classico tradizionale meditativo. Ci sono lunghi momenti di silenzio e di ascolto nell’immobilità del corpo per rallentare al ritmo lento del respiro.  Le posizioni sono semplici per privilegiare l’ascolto e l’abbandono.

La pratica ci aiuta a a rimanere presenti, a stare con i nostri pensieri, stare con le emozioni che ci attraversano, facendo un passo indietro, semplicemente osservando, senza giudizio, tornando al momento presente, rallentare attraverso il corpo al ritmo lento del respiro.

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Dallo yoga verso la meditazione

Attraverso l’ascolto e la consapevolezza, la pratica si rivela un percorso propedeutico alla “meditazione”, quel particolare rapporto di osservazione e di presenza che consente di “sapere” circa il proprio sentimento d’essere.

La parola “Yoga” indica uno stato, uno stato fondamentale della coscienza. Non è un percorso che conduce da un luogo a un altro, e neppure una ricerca di benessere. È la possibilità di essere consapevoli di essere vivi e di come lo siamo. La possibilità di sentirsi espressione di una realtà indivisa.

La pratica di Yoga si fonda sull’Osservazione e sul Cambiamento. Possiamo osservare come la nostra coscienza sia modellata dal reiterarsi di convincimenti e abitudini così come da modelli di comportamento; possiamo osservare come la nostra libertà interiore sia informata e delimitata dall’idea che abbiamo di noi stessi. Questo sentimento d’essere, l’identificazione con il nostro particolare schema, non è immutabile: in particolari condizioni di ascolto che si attivano durante la pratica e la meditazione, l’idea di sé si rivela plastica, rinnovabile.

La meditazione è dunque un percorso di osservazione e di apprendimento dedicato al nostro senso d’esistere. Per potersi volgere verso ciò che essenzialmente siamo è fondamentale poter ascoltare e al contempo non avere idee precostituite. La pratica rivela inoltre l’importanza di non essere sempre ingombrati dall’attività che continuamente occupa la nostra mente: essa ostacola sia l’ascolto sia l’osservazione.

L’apprendimento meditativo inizia quando comprendiamo come dimorare in noi stessi.
Quando scopriamo che è possibile rimanere stabili, non perdersi, pur nel variare dei contenuti mentali. Quando riconosciamo che non si tratta di sospendere l’attività della mente, ma ‘solo’ di non esserne sopraffatti.

Nel corso della sua maturazione, l’ascolto meditativo conduce a un’importante scoperta: i pensieri non vengono sedati, semplicemente si raggiunge un nuovo piano di consapevolezza che non necessita più dell’irrequietezza ordinaria. E diviene chiaro che la meditazione è già l’espressione della realtà indivisa e non una via per avvicinarla.

Lo Yoga, un rituale sacro, un dialogo tra sé e sé, una danza leggera, attraverso il corpo, al ritmo del respiro, verso la meditazione, dalla periferia al centro, dove, il testimone osserva, senza giudizio, semplicemente restando, in ascolto del proprio silenzio. Qui, ora 💜

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Il più grande augurio che posso fare ai miei allievi è trovare la determinazione a perseguire il cammino che alimenta il fuoco interiore e accende la forza di volontà di una ricerca profonda, l’ardore, la pazienza e la piena intenzione di raggiungere lo scopo di un risveglio interiore, supportata dal giusto fervore per percorrere il sentiero che conduce alla realizzazione e alla vera libertà per essere semplicemente stessi.

Immergiti nel sentire, non c’è nulla da fare. Solo osservare quello che è già presente. È un caderesi dentro, lasciarsi respirare. Soggetto e oggetto si fondono. La distanza tra chi sente e ciò che è sentito svanisce. Non c’è più una separazione tra il soggetto e l’oggetto. E allora scompare colui che sente, scompare ciò che è sentito. Rimane il sentire, l’ascolto del nostro silenzio interiore.

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Accogliere qualsiasi esperienza senza aggiungere e senza togliere niente, in pieno corpo. Essere corpo. La pratica della meditazione di consapevolezza riallaccia il legame con il corpo, si ricomincia a sentire, a trovare quel sentire nascosto dietro irrequietezza mentale.

Attraverso il respiro. La ripetuta attenzione al respiro, alle sensazioni, alle emozioni e ai pensieri che ci attraversano, riallaccia il legame con il sentimento d’essere. Non aggiungere, ma anche non togliere niente al sentire. Entrare in intimità con il sentire. Stare con la nudità del sentire. In realtà, una sensazione non può che durare al massimo due tre minuti, poi cambia. Le emozioni arrivano ad ondate, hanno pause, intervalli. Quello che può rendere apparentemente continuo un momento di malessere sono le nostre aggiunte, i nostri commenti, le critiche, il giudizio.

Occorre un centro, un luogo a cui tornare, creare un nido al centro del cuore, il respiro, il corpo, le sensazioni, la coscienza ben radicata nell’organismo, un luogo a cui fare costantemente ritorno. Si impara a tornare a sé sempre e ovunque.

La consapevolezza non appartiene al tempo, vive nel fluire, trascorre, tutt’uno con la vita stessa. Come il respiro. Ogni sensazione, ogni emozione, ogni pensiero è per sua stessa natura pura consapevolezza. Niente interrompe la consapevolezza. La meditazione non va usata per parificare tutto, ma per sentire consapevolmente tutto ciò che ci attraversa. Per conoscere la propria realtà esistenziale e stare con ciò che c’è nel momento presente.

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Lo Yoga è un percorso di ricerca e crescita personale, lo scopo non é piegarsi in due o diventare più buoni ma attivare processi di conoscenza e consapevolezza di sé per imparare a stare con le nostre emozioni e non lasciarci condizionare dai pensieri e dal turbinio della mente. Tornare a noi, attraverso il corpo, al ritmo lento del respiro verso la meditazione.

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LO YOGA CHE PRATICO E CHE INSEGNO

Iniziamo le pratiche con un rilassamento guidato iniziale per poi inoltrarci attraverso movimenti semplici al ritmo del respiro verso spazi di ascolto nella quiete verso l’immobilità del corpo e del respiro la mente rallenta e non si disperde 😊

Si pratica ad occhi chiusi, in ascolto di sé, del proprio corpo e del respiro.

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Attraverso le âsana (le posture dello Yoga) si impara a sentire il proprio corpo, a muoverlo con attenzione e a rispettarlo. In un atteggiamento non competitivo o di scontro verso i limiti che ogni corpo può avere. In quest’ottica le asana non sono forme da copiare, tecniche da apprendere ma un’opportunità per sentirsi. Occorre imparare ad essere in grado di sentire e riconoscere ciò che occorre, ciò di cui abbiamo bisogno in ogni momento.

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Attraverso una sequenza di sapienti posizioni si cerca di sciogliere le tensioni, di riportare il corpo al suo ritmo naturalmente lento. Il ritmo più lento induce ad uno stato di rilassamento che calma il respiro. Attraverso la calma del respiro si può rallentare l’attività vorticosa della mente, che tende naturalmente alla dispersione, rendendola capace di attenzione. La pratica termina con un rilassamento e una meditazione guidata attraverso pratiche di ascolto e presenza mentale…

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Le lezioni sono aperte a chiunque sia interessato a comprendere ciò che la pratica dello Yoga e della Meditazione è nella sua tradizione più profonda. 

“Per quale ragione pratichiamo yoga? Praticheremo per trasformare uno stato di dispersione in uno stato di equilibrio e concentrazione interiore. Lo stato di dispersione nel qual viviamo è all’origine dei nostri problemi, delle nostre difficoltà di vivere. Lo stato di equilibrio e di concentrazione interiore opererà in noi un cambiamento profondo, un capovolgimento totale difficilmente esprimibile con delle parole e delle spiegazioni.”

Gérard Blitz

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Questo è il filo dello yoga 💜